c'era una volta una bicicletta, un cappello, un nome, ripetuto due volte, tre, un angolo, girato. era la stessa bici forse, forse no, qualche anno dopo, qualche libro dopo, qualche parola, silenzio e cappuccino dopo.
oh cuore, che volasti troppo vicino al sole e ti infrangesti per mai più riaverti.
l'altro giorno ho buttato via chilometri di parole, parole appartenenti al passato, al futuro scarso delle probabilità improbabili, all'imbarazzo delle passioni sconvenienti, a notti insonni passate a scrivere sotto l'effetto della luce allucinogena di un lampione fuori dalla finestra...
roba che faceva un po' ridere, ecco.
che mamma birichina...
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